Come si Gioca a Sette e Mezzo

Questo è il periodo adatto per riunirsi con amici e familiari per fare una bella partita a carte. Che oggetto del gioco siano degli spiccioli oppure dei biscotti l’importante è divertirsi. E secondo me uno dei giochi di carte più divertente in compagnia è il 7 e 1/2. Vediamo come si gioca.

A sorte si stabilisce chi darà per prima le carte. A dare le carte sarà il partecipante che avrà estratto dal mazzo la carta più elevata.
Chi dà le carte dovrà far il “piatto”, e cioè mettere una puntata iniziale che sarà stabilità di comune accordo con il gruppo.
In senso orario si comincia con il gioco.

Chi distribuisce le carte darà al concorrente alla sua destra una carta, e ne prenderà una per lui.
L’altro concorrente a seconda della carta che gli è capitata deciderà di fare una puntata, e chiederà di rimanere solo con la sua carta oppure di averne un’altra che aggiungerà a quella di prima.
Lo scopo del gioco è quello di fare 7 e 1/2, oppure se non si raggiunge tale numero vincerà chi avrà un valore superiore nelle sue carte, basta che non superi ovviamente il 7 e 1/2.

Le figure valgono un 1/2 punto, mentre tutte le altre valgono il valore che rappresentano (esempio il 5 Vale 5).
Se a vincere è colui a cui sono state date le carte dovrà prelevare dal piatto la somma che decise di puntare, in caso contrario dovrà mettere nel piatto lo somma puntata.
Se chi da le carte e Il concorrente hanno effettuato lo stesso punteggio, avrà la meglio colui che distribuisce le carte.

Tra tutte le carte ce n’è una particolare, quella che viene chiamata la matta. Risulta essere il 10 di denari, e se vi capita questa carta ad essa potrete dare qualsiasi valore.
Finita la mano con un concorrente, sempre procedendo verso la propria destra si passa a quello successivo, fino alla fine del giro. Il turno successivo le carte saranno date da chi sta alla destra di chi le ha date precedentemente e così via.

Come Scegliere Cantinetta da Vino

Il vino necessita di un ambiente adeguato dove essere conservato, che una volta era la classica cantina fredda e umida in cui venivano posizionati i portabottiglie. Oggi è difficile avere a disposizione un’area così ampia dedicata a tale scopo, di conseguenza sul mercato sono apparse delle cantinette alimentate a energia elettrica che sono in grado di mantenere le bottiglie alla temperatura ideale.

Le cantinette da vino sono spesso veri e propri gioiellini di tecnologia, ricchi di optional che fanno la differenza nella conservazione e presentazione del vino.
Tutte permettono, chiaramente, di regolare la temperatura di conservazione all’interno di un range più o meno ampio di gradazioni. Alcune sono poi dotate di un utile allarme sonoro, che scatta nel momento in cui ci si dimentica aperta la porta o, magari, se per qualche motivo la temperatura esce al di fuori dei livelli impostati.
Diverse cantinette da vino sono dotate di un sistema antivibrazione, che preserva il vino dai danni che tali piccoli movimenti potrebbero causare.

I modelli più moderni, inoltre, si regolano agilmente grazie a un display touch posto all’esterno, che permette di tenere sempre sotto controllo il funzionamento della macchina e intervenire per tempo laddove necessario.

Proseguiamo la guida con i nostri consigli d’acquisto, tesi a suggerirvi alcuni dei migliori modelli venduti online che abbiamo avuto modo di mettere alla prova. Scegli quello che più si adatta alle tue esigenze, senza dimenticarti di tenere conto del tuo gusto estetico e dello spazio che hai a disposizione.

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Dato il look peculiare che non si adatta a tutti gli ambienti, il prodotto classificatosi secondo nella nostra graduatoria non è probabilmente tra i più venduti dell’anno, ma ha di sicuro regalato grandi soddisfazioni a chi ha avuto la bella intuizione di acquistarlo.
La cantinetta da vino ha l’aspetto di un normale mobile pregiato e, anche se non permette di regolare la temperatura, costituisce comunque un ottimo metodo per organizzare e mettere in bella mostra la propria collezione di bottiglie e non solo.
Il mobile ha infatti dello spazio destinato anche ai bicchieri, dei comodi cassettini in cui poter inserire un ottimo cavatappi e ulteriore spazio che tornerà sicuramente utile.
Il prodotto è realizzato interamente in legno di Paulonia, rinomato per la grande stabilità e durabilità. Resiste bene a muffe e insetti ed è molto leggero. Alcune sue parti sono state inoltre trattate con un materiale antimacchia, facile da lavare.

Tristar WR-7508
Proseguiamo la nostra panoramica con una cantinetta da vino che non ha bisogno di offerte per essere allettante. Pensata per un uso prevalentemente privato, dato che contiene “solo” otto bottiglie, permette di conservare il vino alla temperatura desiderata, che non può mai essere di oltre 16 gradi in meno di quella ambientale.
Ciò significa che se ti trovi in Sicilia durante una torrida giornata estiva con 40 gradi non potrai pretendere di bere il tuo vino bianco a una temperatura di 12. Casi estremi a parte, la cantinetta è molto efficiente ed è un vero must per gli amanti e gli intenditori di vino.
Piuttosto compatta ed elegante, non è molto ingombrante e sarà facile trovarle posto nella propria cucina. Ha un’ottima classe energetica A+, il che significa che impatterà molto poco sui nostri consumi anche con un uso frequente.
Lo schermo mostra la temperatura interna e permette di accendere le luci per poter osservare l’interno senza aprire la porta.

Bomann KSW 344
Se sei ancora indeciso su quale cantinetta da vino comprare e hai delle esigenze che si trovano un po’ a metà strada tra l’uso privato e quello professionale, prendi in considerazione questo modello, che permette di conservare un massimo di sedici bottiglie al suo interno.
Ancora una volta, la temperatura che è in grado di raggiungere dipende da quella esterna e non riuscirà a scendere a meno di 14 gradi da essa. Perciò il consiglio è quello di inserirvi bottiglie precedentemente raffreddate in frigorifero o di “darle una mano” con dei siberini.
Una volta stabilizzatasi sulla giusta temperatura, la cantinetta diventa molto silenziosa, ricorrendo alla sua ventola soltanto di tanto in tanto.
Venduta a un buon prezzo, ha dimensioni molto compatte in rapporto alla sua capienza, anche se va detto che si avranno difficoltà nello stipare bottiglie dalle forme molto irregolari.

Klarstein Vinesse
Come scegliere una buona cantinetta da vino? Per esempio partendo dal marchio e in questo caso Klarstein, che si è aggiudicato anche la prima posizione nella nostra speciale classifica, rappresenta una garanzia di qualità.
Il modello qui recensito ha una capienza complessiva di 43 litri e permette di ospitare diciotto bottiglie in diversi inserti estraibili. La temperatura si regola tra gli 8 e i 18 gradi ed è possibile impostare due zone di raffreddamento distinte in cui conservare vini con caratteristiche differenti.
La cantinetta ha una classe energetica C e si controlla tramite un pannello touch frontale, con cui regolare la temperatura e la luce. La temperatura è mantenuta costante anche grazie alla doppia porta in vetro isolata.
Il prezzo piuttosto alto è giustificato non solo dall’elevata tecnologia del prodotto, ma anche dal bel design, moderno ed elegante. La cantinetta è molto in voga tra hotel e ristoranti di un certo prestigio.

Klarstein Vivo
Dalla comparazione tra diversi modelli tutti molto validi è emersa vittoriosa Karstein Vivo, che si è aggiudicata il nostro titolo di migliore cantinetta da vino. È un modello di grande eleganza, pensata per farci fare un figurone in bella mostra nel salone del nostro ristorante o nel nostro bar. Compatta ed essenziale nelle sue linee, si adatta all’arredamento più moderno.
Permette di ospitare 18 bottiglie divise su cinque scompartimenti a scaffale a una temperatura che va dagli 11 ai 18 gradi. Il vino “artigianale” avrà la possibilità di maturare nelle condizioni ideali, e anche quello in commercio sarà al riparo da dannosi sbalzi di temperatura che ne possono compromettere il sapore.
La doppia porta in vetro garantisce un perfetto isolamento termico. La cantinetta è ben illuminata da luci LED interne e si comanda grazie a semplici tocchi sul suo sensibile display.
La sua classe energetica è di tutto rispetto per un prodotto del genere: B.

Come Giocare a 5000 con i Dadi

Devi assolutamente sapere che un modo divertente per trascorrere qualche ora con gli amici è quello di coinvolgerli in una o più partite a “5.000”, vale a dire un gioco di dadi molto appassionante, in cui la bravura e la strategia del giocatore a volte non bastano per poter vincere. In questa guida ti darò tutte le istruzioni che ti permetteranno di giocare a questo gioco.

Devi sapere che ogni giocatore tira a turno un dado per stabilire chi inizierà la partita: in caso di punteggi uguali potrai procede con un secondo lancio di dadi. Inizierà la persona che ha il punteggio più alto. A seguire, il secondo sarà quello che alla destra o alla sinistra del primo giocatore ha ottenuto il punteggio più alto. Mi raccomando scrivi sul foglio i nominativi in base ai turni dei giocatori.

Procediamo con le regole del gioco: le facce dei dadi che hanno effettivo valore per accumulare punti sono 1 e 5. Essi valgono rispettivamente 100 e 50 punti. I punti si accumulando lanciando i dadi: la prima volta si lanciano contemporaneamente i 5 dadi, è necessario che vi sia almeno un dado valido per poter iniziare ad accumulare punti. Ogni volta che si lanciano i dadi e tra essi ci sono 1 e/o 5 e/o un tris di dadi, si deve accantonare solo il dado valido con il punteggio più alto.

Per potere iniziare ad accumulare punti, è necessario entrare in partita, cioè è necessario accumulare in un solo turno 700 punti. Mi raccomando, quando sul tavolo ci sono dadi tutti validi si devono obbligatoriamente rilanciare tutti insieme, come fosse un primo lancio. Il punteggio accumulato durante il precedente lancio si somma a quello realizzato nella successivo. Vincerà la partita chi raggiungerà il punteggio esatto di 5.000 punti.

Come Gestire una Sala Prove

Una sala prove è un luogo di incontro per molti gruppi musicali che non hanno la fortuna di avere uno spazio proprio dove riunirsi per provare le proprie canzoni. Organizzare una sala prove non è complicato e può essere un lavoro stimolante per chi è nell’ambiente.

Se hai intenzione di aprire una sala prove, ma non sai ancora quale sia il modo migliore per organizzare il lavoro ti do qualche dritta per puntare ad essere il migliore della città. Per prima cosa, ti consiglio di insonorizzare bene le sale seguendo tutto a norma per non avere problemi in futuro e prendere la migliore strumentazione, a cominciare dalla batteria e agli amplificatori per chitarra e per basso. Il musicista tiene molto a questo aspetto.

Altra cosa molto importante è uno spazio votato alla ricreazione. I musicisti non arrivano mai tutti insieme e ti consiglio di creare uno spazio dove sia possibile procurarsi uno snack o una bevanda fresca o caffè, magari con qualche divanetto dove ci si possa sedere ad attendere. Ma la cosa certa è che i musicisti verranno continuamente a chiederti di tutto, tra prese doppie, adattatori e cavi, quindi ti consiglio di allestire una stanza come ripostiglio e metterci tutto quello che potrebbero chiederti in modo da accontentarli sempre.

Ora passiamo alla parte gestionale dei turni delle sale. Risulta essere molto importante che non si creino disagi del tipo che due gruppi abbiano prenotato la stessa sala lo stesso giorno alla stessa ora. Quindi è necessario che ci sia un calendario vicino all’ufficio di segreteria sul quale ci siano le ore di apertura della sala e i giorni del mese, in modo da scrivere il nome della band che dovrà provare in concomitanza col giorno e l’ora. In questo modo non si possono creare disagi di quel tipo. Se il musicista andrà via soddisfatto non avrà motivo di cambiare sala e il tuo successo sarà assicurato.

Come Utilizzare l’Olio di Argan

Se avete con lo specchio lo stesso rapporto della Regina cattiva di Biancaneve, se il vostro bagno è affollato di rimedi per contrastare le rughe, i capelli sciupati, la pelle asfittica, non c’è bisogno di sprofondare nella depressione, basta rivolgersi a Madre Natura che spesso ci propone rimedi semplici a costi giusti per i tempi di crisi.

Esiste infatti un solo prodotto da utilizzare dalla testa ai piedi che potrà sorprendervi per i risultati: non si chiama miracolo, ma olio di Argan.

L’olio di Argan, o di Argane, viene estratto a freddo dai frutti della pianta di Argania Spinosa, un albero ad alto fusto molto longevo, capace di sopportare condizioni climatiche non proprio “amiche”. La pianta cresce nella regione del Souss, tra Marrakech, Agadir ed Essaouira, affacciato sull’Oceano Atlantico. L’olio di Argan è preziosissimo e molto raro, basta pensare che per ottenere un litro di questo elisir di giovinezza sono necessari i frutti di 6 alberi di Argania Spinosa e 16 ore di lavoro.

Ricchissimo di acidi insaturi e di vitamine E.

Perfetto per idratare e nutrire la nostra pelle e restituirle bellezza ed elasticità, le sue applicazioni sono molteplici: poche gocce sotto la doccia per idratare la pelle secca e squamosa, viene assorbito velocemente evitando l’effetto untuoso non sempre gradevole; emulsionato con zucchero o sale del mar morto è ottimo come scrub per restituire lucentezza alla pelle del viso, un vero antiage naturale contro i danni del sole, del freddo e dello smog.

Se volete eliminare le antiestetiche smagliature che spesso si presentano dopo un dimagrimento o una gravidanza, bastano 7-8 gocce da massaggiare per 10 minuti e vi stupirete del risultato.

Se volete piedi e mani comprese le unghie da star, poche gocce la sera prima di andare a letto ed il gioco è fatto.

Un vero toccasana per i capelli stressati da tinture, piastre e phon: poche gocce passate sulle ciocche e tenuto in posa per una decina di minuti prima di procedere al lavaggio consueto rianimeranno la vostra chioma, conferendole un aspetto sano e brillante.

Le proprietà terapeutiche dell’olio di Argan erano già note alle popolazioni berbere che lo adoperavano per lenire le bruciature e le piaghe da decubito.

Inoltre essendo completamente naturale non provoca allergie.